ArteVicenza, la seconda edizione dal 6 al 9 aprile 2018 presso il quartiere fieristico di Vicenza

Nord Est Fair, già organizzatore di eventi quali ArtePadova, ArteGenova, e ArtParma Fair, è lieta di presentare un altro grande successo nel territorio veneto.

La seconda edizione di ArteVicenza andrà in scena dal 6 al 9 aprile 2018 nel quartiere fieristico di Vicenza, nel nuovo e avveniristico padiglione 7, inaugurato nel 2014. Considerato il polo più importante a livello mondiale per il settore dell’oreficeria, la Fiera di Vicenza ha da tempo allargato la sua proposta fieristica con altri eventi dedicati al Lifestyle e al settore lusso con importanti manifestazioni di riconosciuta fama internazionale.

ArteVicenza presenterà una selezione tra le più importanti gallerie di arte moderna e contemporanea in Italia, proponendosi al pubblico come una grande mostra d’arte in cui i visitatori potranno trovare, in un’unica vetrina, sia opere “firmate” dai più grandi nomi dell’arte moderna e contemporanea, sia opere dei nuovi talenti contemporanei in ascesa, cui guardano con interesse investitori e collezionisti. Sarà così possibile passeggiare tra assoluti e intramontabili capolavori dell’arte quali: Accardi, Afro, Arman, Baj, Balla, Boetti, Burri, Carrà, Christo, Clemente, De Chirico, De Pisis, Dorazio, Fontana, Guttuso, Haring, Hartung, Klee, Magritte, Mathieu, Matta, Morandi, Picasso, Pistoletto, Rosai, Rotella, Santomaso, Sassu, Schifano, Sironi, Soffici, Soldati, Tamburri, Vasarely, Vedova, Warhol, Wesselmann e molti altri. A completare l’offerta culturale dell’evento fieristico, torna Contemporary Art Talent Show con una ricca sezione dedicata all’arte emergente ed accessibile, adatta a tutte le tasche.

Inoltre da quest’anno la fiera amplierà ulteriormente la sua offerta lanciando la mostra mercato Antiquaria Vicenza, il nuovo appuntamento nordestino dedicato ai collezionisti, agli appassionati, ma anche ai “curiosi” che si affacciano per la prima volta al mondo dell’antiquariato. Un format rinnovato e dinamico all’interno degli spazi di ArteVicenza, un allestimento luminoso e contemporaneo ad esaltare le bellezze dell’arte antica. Nord Est Fair leader nel settore fieristico da oltre trent’anni, conferma così il suo forte impegno nell’antiquariato sul territorio veneto.

La scelta di Vicenza quale sede di una rassegna fieristica dedicata all’Arte Moderna e Contemporanea non è casuale, forte di un territorio artisticamente ed economicamente fiorente. Il capoluogo berico è meta di turismo culturale con flussi nazionali ed internazionali, collocata strategicamente in un territorio ricco di proposte culturali, bellezze naturali, risorse produttive ed enogastronomiche. Universalmente conosciuta come “la città del Palladio” – dal nome dell’architetto Andrea Palladio che qui realizzò numerosi edifici nel tardo rinascimento, Vicenza è stata dichiarata nel 1994 Patrimonio dell’umanità dall’UNESCO.

Economicamente la città è tra i più importanti centri industriali italiani, con un elevato reddito pro capite nonché cuore di una provincia costellata di piccole e medie imprese il cui tessuto produttivo registra da anni il terzo posto in Italia per fatturato nelle esportazioni, trainate soprattutto dal settore metalmeccanico, tessile e orafo. Quest’ultimo raggiunge nel capoluogo berico oltre un terzo del totale delle esportazioni di oreficeria, facendo di Vicenza la capitale italiana della lavorazione dell’oro.

Le statistiche che prendono in esame i principali indicatori economici vedono la città berica, insieme alla sua provincia, collocarsi in posizioni di eccellenza. Nell’export, Vicenza raggiunge il terzo posto tra tutte le province italiane. Quest’area si colloca alle spalle di Milano, capitale finanziaria per eccellenza, e di Torino.

Per qualsiasi informazione su ArteVicenza siete pregati di contattare la segreteria organizzativa:

 

NEF Nord Est Fair srl

Via A. Costa, 19

Padova, PD 35124

+39 049 8800305

giulia@fierenef.com

 




ARTE VICENZA 2017: la qualità è stato l’elemento portante della prima edizione

(10-04-2017) La prima edizione di ARTE VICENZA si conferma essere la prima tappa di un viaggio destinato a proseguire negli anni: il grande appuntamento con l’arte moderna e contemporanea nella città di Vicenza si conclude oggi, ma con l’intenzione precisa di proseguire questa collaborazione tra Nord Est Fair, già organizzatore di eventi quali ArtePadova, ArteGenova, RiminiArte e ArtParma Fair, e la Fiera di Vicenza.

A caratterizzare la prima edizione di ArteVicenza è stata la qualità, con oltre 80 gallerie d’arte di enorme prestigio, provenienti da tutta Italia, per un totale di circa 10 mila opere in esposizione. Al centro della kermesse, nomi indimenticabili dell’arte moderna e contemporanea che, grazie alle loro opere, hanno consentito ai visitatori di ammirare pezzi unici di valore inestimabile da un punto di vista culturale. ARTE VICENZA, oltre a catalizzare l’attenzione e l’interesse dei collezionisti più esperti, è stato anche un evento dedicato a chi si avvicinava al mondo dell’arte per la prima volta, potendo così apprezzare opere di artisti di fama internazionale, tra i quali: Accardi, Afro, Arman, Baj, Balla, Boetti, Burri, Christo, De Chirico, Crippa, De Pisis, Dorazio, Fontana, Griffa, Guidi, Guttuso, Hartung, Mathieu, Morandi, Picasso, Pistoletto, Pomodoro, Rosai, Rotella, Santomaso, Sassu, Scanavino, Schifano, Sironi, Soffici, Soldati, Vasarely, Vedova, solo per citarne alcuni. Accanto ad essi, investitori e collezionisti hanno potuto guardare ai nuovi talenti contemporanei in ascesa: Michael Gambino, Armodio, Luca Alinari, Riccardo Licata, Alfredo Mogol Rapetti, Sandi Renko, Gavin Rain, Daniel Spoerri, Donald Baechler.

Immancabili sono stati gli esponenti del gruppo Gutai, movimento di avanguardia giapponese formatosi a partire dagli anni ’50, ai quali si sono aggiunte tre esposizioni collaterali proposte da alcune gallerie partecipanti: il focus sull’arte cubana, a cura di Bettini&Co Gallery, l’omaggio della galleria Cà di Frà di Milano al vignettista e illustratore del Corriere della Sera, Luciano Francesconi, e lo spazio dedicato a Tano Festa dalla Galleria Costa Deniarte, in occasione dell’uscita del II volume del catalogo generale delle opere dell’artista romano.

ArteVicenza ha puntato i riflettori anche su artisti esordienti, grazie al Contemporary Art Talent Show, progetto di Arte Accessibile riservato a gallerie, associazioni, artisti indipendenti e collettivi che hanno presentato in fiera opere d’arte dal costo inferiore ai 5000 euro. Contemporary Art Talent Show è quindi un’enorme opportunità per tutti quegli artisti emergenti che ambiscono a entrare e affermarsi nel mercato dell’arte, godendo del feedback mediatico che solo le grandi vetrine espositive assicurano.

“Un bilancio decisamente positivo, soprattutto per ciò che riguarda la qualità elevatissima delle opere in esposizione, e delle gallerie che hanno deciso di prendere parte all’evento – ha dichiarato il Direttore artistico, Nicola Rossi, a conclusione della mostra -. E’ stata un’esperienza molto soddisfacente, tanto che l’anno prossimo torneremo a Vicenza per continuare questo percorso attraverso l’arte moderna e contemporanea”.

 

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ArteVicenza presenta FLOW – Arte contemporanea italiana e cinese in dialogo

L’Associazione Culturale YARC in collaborazione
con il Comune di Vicenza presenta la mostra:
Vicenza, Basilica palladiana
25 marzo – 7 maggio 2017
a cura di: Maria Yvonne Pugliese e Peng Feng
Con il Patrocinio della Regione Veneto e il sostegno dell’Istituto Confucio di Venezia

FLOW – Arte contemporanea italiana e cinese in dialogo a cura di Maria Yvonne Pugliese e Peng Feng.
Scoprire la Cina attraverso l’arte. Riscoprendo l’Italia.
Dal 25 marzo al 7 maggio 2017 il salone superiore della Basilica palladiana di Vicenza ospita Flow arte
contemporanea italiana e cinese in dialogo, un evento nel quale l’arte contemporanea si fa strumento di
comprensione e interrogazione reciproca fra le due culture. Flow è un’occasione di scoperta e la seconda
tappa di un work in progress avviato con la prima edizione tenutasi nel 2015, che ha affermato il desiderio e
la necessità diffusi di trovare canali di comunicazione fra Italia e Cina che avvicinino in modo efficace e
fertile i due mondi. In breve: l’occasione di un dialogo vero. La mostra è organizzata da Associazione
Culturale YARC in collaborazione con l’assessorato alla crescita del Comune di Vicenza, con il sostegno
dell’Istituto Confucio di Venezia e il patrocinio della Regione Veneto.
Flow presenta 23 artisti e 27 opere selezionati fra Italia e Cina che interpretano gli strumenti e i punti di
vista più diversi. Performance live, ceramica, plexiglas, neon, lana, passando per carta e tela e arrivando alle
tecnologie digitali e a composti di uso comune completamente rivisitati, come liquidi antigelo e profilati in
alluminio, per fare alcuni esempi: ogni materia diventa forza viva nelle mani e nella mente di ciascun
artista.
I curatori, Maria Yvonne Pugliese e Peng Feng, hanno lavorato sul valore essenziale proprio di ogni opera
d’arte, affermando in questa mostra la priorità dell’oggetto rispetto alla sua interpretazione critica. Gli artisti
italiani e cinesi invitati ad esporre presentano ciascuno una o più opere ed esprimono la loro poetica in
assoluta libertà, contando su uno spazio espositivo aperto, senza vincoli, dove ogni lavoro dialoga
direttamente con tutti gli altri, con gli oltre 1000 metri quadrati della monumentale Basilica, simbolo della
città berica, e con la luce che filtra dai 14 finestroni e illumina lo spazio sormontato dall’inconfondibile
soffitto a carena, dall’aspetto simile a una nave rovesciata.
Le opere d’arte contemporanea cinese si collocano accanto, di fronte, di fianco alle opere italiane offrendo
al visitatore un contrasto stimolante che rende evidente la particolarità di ogni scelta: perché quella tecnica?,
perché un video anziché una tela?, perché il colore o il non colore?, perché ciascuno è diverso, se è diverso
davvero?. Flow provoca domande a cui ciascuno è libero di dare una risposta e, nel farlo, è libero di
avvicinarsi a una cultura altra che diventa controparte di un dialogo autentico e, allo stesso tempo,
occasione di imparare qualcosa di nuovo su di sé.
Per agevolare l’incontro fra il visitatore, al centro dell’attenzione dei curatori, e gli artisti, Flow ha creato
due canali supplementari. Il primo è il video originale autoprodotto nel quale ciascun artista racconta il
percorso di idee e di azioni che lo ha portato a realizzare quella particolare opera, il cui contenuto,
rielaborato in forma scritta, è riportato anche sul catalogo.
Il secondo è FlowTalk, l’incontro su invito che inaugura la mostra venerdì 24 marzo e che vede protagonisti
i filosofi Marcello Ghilardi e Riccardo Caldura – quest’ultimo anche critico d’arte – chiamati ad
approfondire il senso della parola cardine di Flow, dialogo, per come si dipana nella cultura cinese e nella
cultura italiana e occidentale. Il video di FlowTalk viene proiettato ogni giorno e reso quindi disponibile
a tutti i visitatori in ogni momento.
Alcuni spunti di FlowTalk tratti dal catalogo Flow 2017 edito da Diogene Multimedia:
‘Siccome ogni contenuto specifico assume la sua fisionomia a partire dallo sfondo da cui emerge, non può
indagare lo sfondo da cui trae le proprie risorse di senso – proprio come un occhio non può vedere se stesso.
Per questo è decisivo l’esercizio del dialogo, del confronto con l’altro. È solo a partire da questo confronto
che ciascun partecipante al dialogo può scoprire il proprio impensato: ciò a partire da cui pensa, e che non
sa di non pensare.’
(Marcello Ghilardi, ricercatore in Estetica all’Università di Padova)
‘La lingua non è affatto uno strumento ‘neutro’ della comunicazione, da imparare come se si trattasse di
istruzioni per l’uso di un qualsivoglia dispositivo, ma il veicolo principale di orizzonti culturali
estremamente complessi. L’incremento delle relazioni e degli scambi internazionali nei più diversi ambiti,
mette in evidenza come la questione della reciproca comprensione, del dialogo, non possa essere solo una
comunicazione di ‘propri’ contenuti culturali, ma anche dei ‘limiti’ di quei contenuti, così da aprire uno
spazio aperto ulteriore.’
(Riccardo Caldura, critico d’arte, curatore e docente di Fenomenologia delle Arti Contemporanee e Beni
Culturali dell’Età Contemporanea presso l’Accademia di Belle Arti di Venezia).
Il primo evento speciale di Flow si è svolto domenica 26 marzo. La performance ‘Concerto a Perdifiato’
dell’artista Giovanni Morbin, originario di Valdagno (VI), ha visto all’opera una orchestra sui generis, senza
un direttore e non composta da musicisti ma da 17 volontari che hanno suonato un unico, inedito,
strumento. L’azione in cui Morbin ha coinvolto tutti è stata il parlare con se stessi, nel duplice aspetto
dell’atto: quello serio e profondo della riflessione introspettiva e quello bizzarro e un po’ goffo del parlare
da soli. Lo strumento a perdifiato, ideato dall’artista come un canale circolare d’ottone in cui il suono
viaggia dalla bocca all’orecchio del performer, amplifica quello che quotidianamente facciamo senza
pensarci: dialogare con noi stessi.
Gli artisti italiani invitati: Bertozzi&Casoni, Francesco Candeloro, Simone Crestani, Arthur Duff, Piero
Gilardi. Franco Ionda, Enrico Iuliano, Eva Marisaldi, Giovanni Morbin, Margherita Morgantin, Roberto
Pugliese, Cristina Treppo, Dania Zanotto.
Gli artisti cinesi invitati: Aniwar Mamat, Bu Hua, Chao Brothers, Cui Xiuwen, Geng Xue, Li Binyuan, Li
Wei, Shang Yang, Tian Xiaolei, Yuan Gong.
YARC – Associazione culturale senza scopo di lucro_borgo Santa Lucia 8, 36100 Vicenza_cod. fiscale 95117200246
www.mariayvonnepugliese.it – yvonneartecontemporanea@gmail.com




50 negozi in rete per promuovere ArteVicenza

Ingresso gratuito per tutte le classi scolastiche

Per il lancio della sua prima edizione, ArteVicenza (Fiera di Vicenza, 7-10 aprile 2017) ha voluto guardare con grande attenzione al territorio locale: sono una cinquantina i negozi, ristoranti e le strutture ricettive di Vicenza che hanno deciso di mettersi in rete e partecipare ad un progetto di promozione congiunta.

Negli esercizi commerciali della città che espongono la vetrofania di ArteVicenza, i clienti potranno ricevere dei biglietti omaggio per visitare la Mostra Mercato di Arte Moderna e Contemporanea, in programma dal 7 al 10 aprile 2017 presso il padiglione 7 della Fiera di Vicenza.

Un progetto di marketing territoriale e, al contempo, una proposta di incontro fra un’iniziativa culturale e le attività produttive della città che ha raccolto un buon successo e contribuirà a rafforzare ulteriormente il radicamento nel territorio di una manifestazione importante come ArteVicenza.

Significativa la partecipazione di un rilevante numero di strutture alberghiere cittadine.

Non solo: per favorire l’incontro fra le giovani generazioni e l’arte moderna e contemporanea, le scolaresche degli istituti di ogni ordine e grado e i loro accompagnatori potranno entrare gratuitamente in Fiera.

Saranno numerose, inoltre, le convenzioni che consentono ai soci di associazioni culturali o di altre importanti realtà del territorio di entrare con una riduzione speciale.

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Al via Arte Vicenza, la prima edizione dal 7 al 10 aprile 2017 presso il quartiere fieristico di Vicenza

Nord Est Fair, già organizzatore di eventi quali ArtePadova, ArteGenova, RiminiArte e ArtParma Fair, è lieta di annunciare la nascita di un nuovo grande appuntamento nel territorio veneto.

La prima edizione di ArteVicenza andrà in scena dal 7 al 10 aprile 2017 nel padiglione 7 del quartiere fieristico di Vicenza e presenterà al suo debutto una selezione, circa 80, tra le più importanti gallerie di arte moderna e contemporanea in Italia, proponendosi al pubblico come una grande mostra d’arte in cui i visitatori potranno trovare, opere “firmate” dai più grandi nomi dell’arte moderna e contemporanea, tra i quali: Accardi, Afro, Arman, Baj, Balla, Boetti, Burri, Christo, De Chirico, Crippa, De Pisis, Dorazio, Fontana, Griffa, Guidi, Guttuso, Hartung, Mathieu, Morandi, Picasso, Pistoletto, Pomodoro, Rosai, Rotella, Santomaso, Sassu, Scanavino, Schifano, Sironi, Soffici, Soldati, Vasarely, Vedova.

Accanto a loro, saranno presenti artisti ormai protagonisti indiscussi del mercato dell’arte: Angeli, Festa, Amadio, Alviani, Bonalumi, Bonfanti, Calzolari, Capogrossi, Castellani, Costalonga, Finzi, Francis, Gilardi, Gusmaroli, Isgrò, Jenkins, Marca Relli, Mondino, Paladino, Perilli, Pinelli, Plessi, Salvo, Scheggi, Simeti, Tozzi, Turcato, Zorio

Investitori e collezionisti potranno guardare con interesse ai nuovi talenti contemporanei in ascesa, tra cui: Michael Gambino, Armodio, Luca Alinari, Riccardo Licata, Alfredo Mogol Rapetti, Sandi Renko, Gavin Rain, Daniel Spoerri, Donald Baechler.

Non mancheranno gli esponenti di punta del gruppo Gutai, movimento di avanguardia giapponese formatosi a partire dagli anni ’50, di cui fanno parte Shozo Shimamoto e Kazuo Shiraga, che negli ultimi tempi stanno registrando quotazioni sempre più elevate. Ad arricchire l’offerta culturale di ArteVicenza ci saranno tre esposizioni collaterali proposti da alcune gallerie partecipanti: il focus sull’arte cubana, a cura di Bettini&Co Gallery, l’omaggio della galleria Cà di Frà di Milano al vignettista e illustratore del Corriere della Sera Luciano Francesconi e lo spazio dedicato a Tano Festa dalla Galleria Costa Deniarte, in occasione dell’uscita del II volume del catalogo generale delle opere dell’artista romano.

Ma ArteVicenza non punta l’accento solo sugli artisti storicizzati e sui capolavori di caratura museale: ne è testimonianza il Contemporary Art Talent Show, progetto di Arte Accessibile riservato a gallerie, associazioni, artisti indipendenti e collettivi che presentano in fiera opere d’arte dal costo inferiore ai 5000 euro. Da ormai 6 anni questa sezione è diventata il cuore artistico delle fiera d’arte a marchio NEF. Contemporary Art Talent Show è quindi un’enorme opportunità per tutti quegli artisti emergenti che ambiscono a entrare e affermarsi nel mercato dell’arte, godendo del feedback mediatico che solo le grandi vetrine espositive assicurano.

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Cà di Frà presenta Luciano Francesconi

NAVY

 

Luciano Francesconi

Navy
Acquerello
cm12x17
1986
Courtesy Ca’ di Fra’ – Milano / Ezio Colombo

 

Luciano Francesconi (La Spezia 1934 – Milano 2011) è internazionalmente conosciuto per il suo lavoro di vignettista – illustratore presso il Corriere della Sera.

Scoperto da Dino Buzzati, indimenticabile autore de “Il Deserto dei Tartari” e firma dello stesso quotidiano milanese, Francesconi rivelò da subito il suo innato talento, raffinato da un carattere timido, da osservatore, e da una cultura discreta, mai sbandierata, sicura del proprio valore.

Un intellettuale sofisticato ed un artista elegante; ironico, come solo l’intelligenza sa esserlo, lucido indagatore del reale e del quotidiano, malinconico forse, mai sarcastico. Cronaca, cultura, politica, il quotidiano.

Leggeva la vita attraverso il tratto, l’immagine e, poiché l’essere umano pensa per immagini, raggiungeva direttamente la mente ed il cuore.

Pochi tratti, pochi colori, l’essenziale non di più.

Ma non fu solo il vignettista che abbiamo imparato a conoscere dai pochi tratti sapientemente tracciati in bianco e nero ogni giorno. Esiste un  Francesconi “privato”, il “fuori onda”. Un artista elegante e giocoso che spazia dall’ acquerello alla tempera, dall’acrilico al collage.

FRANCESCONI 2

 

Luciano Francesconi

Pesci
t.m. su carta
cm15x22
2000
Courtesy Ca’ di Fra’ – Milano / Ezio Colombo

 

Nel 2014, il Corriere della Sera curò una mostra omaggio alla Triennale di Milano: “Luciano Francesconi, una matita geniale al Corriere della Sera”.

Nel 2016, la sua città natale ospitò presso la Palazzina delle Arti di La Spezia: “Luciano Francesconi è tornato”.

Ca’ di Fra’, galleria d’ arte contemporanea da sempre attenta ai linguaggi trasversali della creatività artistica, pone l’attenzione, dopo il Fumetto, sull’ universo Illustrazione.

Per la prima volta una galleria propone, in una manifestazione fieristica, un omaggio ad un maestro dell’Illustrazione, un artista che ci ha accompagnato per circa cinquant’ anni dalle pagine di uno dei quotidiani italiani più letti.

Ca’ di Fra’, grazie alla collaborazione con Fiera Arte Vicenza ed Ezio Colombo, amico dello stesso Francesconi e tra i curatori della mostra spezzina, presenterà circa 20 lavori, tra disegni e acquerelli.

Un omaggio ad un amico e ad un artista.

FRANCESCONI 3

 

 

Luciano Francesconi
Minerva e l’Euro
China e tempera
cm23x31
2001
Courtesy Ca’ di Fra’ – Milano / Ezio Colombo

 

 




L’arte di Cuba ad ArteVicenza

Sosabravo, Ragazza, 2011, bronzo, cm 84x25x35

Bettini & Co Gallery si presenta ad Arte Vicenza con uno stand dedicato interamente agli artisti cubani con il patrocinio dell’Ambasciata di Cuba in Italia.
I nomi d’eccellenza che verrano presentati saranno Kcho, Sosabravo, Tomàs Sànchez, Wifredo Lam, Serones, Perez, Rancano e Gomez.

I due artisti Kcho e Sosabravo vengono da due mostre istituzionali realizzate in Vaticano al Palazzo della Cancelleria curate dalla Bettini & Co Gallery.

Kcho, Via Crucis, 2013, tecnica mista su tela, cm 100x120

La prima mostra di Kcho intitolata via crucis, la rassegna presentò circa 25 opere dell’artista cubano, che raccontano l’odissea di tutti coloro che scelgono la via del mare inseguendo il sogno di un’esistenza migliore.
Quello dei migranti e infatti un tema ricorrente in Kcho: dopo averlo legato alla realtà della sua isola, egli ha trovato un singolare parallelo nelle drammatiche storie di tutti coloro che dall’Africa del nord approdano ogni giorno a Lampedusa.
Tale situazione è diventata così il tema delle opere che l’artista ha presentato nel 2011 a Venezia in occasione della biennale d’arte.

Perez, senza titolo, 2012, olio su tela, cm 120x180

Essendo il cammino di questa gente costellato di tormenti, di umiliazioni e di privazioni condotte talora fino all’estremo limite dell’umana sopportazione, il parallelo con l’idea della via crucis e venuto naturale all’ artista.
Mentre la mostra di Sosabravo del 2015 fu realizzata per celebrare gli ottant’anni di relazioni diplomatiche tra Cuba e la Santa Sede.
Con le sue opere riesce a catturare l’osservatore attraverso il racconto di un mondo fantastico dove la memoria Maya o azteca si confronta con la nostra quotidianità.
Saranno presenti quattro giovani artisti emergenti cubani, Serones, Perez, Rancano e Gomez.
Lo stand è curato interamente da Eriberto Bettini.

Kcho, M, 2014, tecnica mista su tela, cm 212x197




Domani inaugurazione ISTANTE GESTO VIBRAZIONE a cura della galleria GATTAFAME

11 Febbraio – 31 Marzo 2017

da martedì a sabato 10:00-12:30 | 15:00-19:00

(domenica e lunedì – o in altri orari – su appuntamento)

Mariapia Cassago e Sandro Mandelli vi attendono all’inaugurazione della mostra ISTANTE GESTO VIBRAZIONE Miyayama Curti Arecco, il giorno venerdì 10 Febbraio alle ore 19.00 presso la sede della Galleria in via Roma 90 a Bernareggio (MB).
L’estetica del vuoto è il tema attorno a cui ruotano le opere della giapponese Kaori Miyayama, del lodigiano Pierpaolo Curti e del piemontese Francesco Arecco, un vuoto che non ha minimamente a che vedere con il concetto di “nulla”. 
A voi la scoperta.


 
328 8159265 – 348 8703633
Di solito risponde entro un giorno


 




RES PUBLICA – Galleria d’Arte Democratica apre il nuovo anno con la mostra collettiva Analitica-Mente

Analitica – Mente

12 febbraio – 12 marzo 2017

Inaugurazione sabato 11 febbraio ore 18.00

Ingresso: libero

Orari: giovedì – domenica 10.00/13.00 – 15.00/19.00

Res Publica – Galleria d’Arte Democratica apre il nuovo anno con la mostra collettiva Analitica-Mente che sarà inaugurata sabato 11 febbraio 2017 alle ore 18.00 e potrà essere visitata fino a domenica 12 marzo. L’esposizione riunisce diverse opere di alcuni dei principali esponenti della Pittura Analitica e alcuni outsider dell’epoca, influenzati direttamente o indirettamente da queste nuove ricerche. A queste si aggiungono un paio di proposte contemporanee di artisti emergenti che seguono da vicino, attualizzandoli, i dettami dei propri maestri.

Sono molte e varie le opere in mostra: un imponente trittico dell’artista sarda Rosanna Rossi, precedentemente esposto alla Pinacoteca di Oristano, si scorge già dalle vetrate dello spazio espositivo, proprio di fronte alla Reggia di Venaria. Seguono alcune opere di Giorgio Griffa, un cemento e un multigum di Enzo Cacciola, una tela e una carta di Riccardo Guarneri, una grande scultura metallica di Paolo Cotani, un dittico di Carmengloria Morales, una grammatura di colore di Elio Marchegiani, un lavoro tardo di Gianfranco Zappettini. A queste si aggiungono quattro cartoni di Paolo Masi, un artista che, pur non rientrando a pieno titolo nel movimento ha anelato a una ricerca che comprendesse la pittura nei suoi fondamenti. Chiudono la mostra le nuove proposte di Greta Grillo e Piero Enrico Lombardo.

Giorgio Griffa, Verticale, 1976, acrilico su tela, cm 27 x 38 Rosanna Rossi, Senza titolo, 1979 ante, olio e acrilico su tela di lino, 130 x 130 cm    Carmengloria Morales, Dittico, 1990, tecnica mista su due fogli di blocco note applicati su cartoncino, cm 33 x 49

Un’ampia panoramica – successiva alla collettiva Pittura Analitica. Ricerca Anni Settanta curata da Luca Beatrice e organizzata dalla galleria venariese nel novembre 2015 – consentirà al visitatore di immergersi completamente nell’atmosfera dell’inizio degli anni Settanta quando la pittura veniva data ormai per morta. Una rivoluzione silenziosa portata avanti da alcuni esponenti, in particolar modo italiani, che andarono a comporre un gruppo caratterizzato da radicato individualismo ma capace di identificare il grado zero della pittura da cui ripartire. In questo modo sondarono tutte le infinite possibilità e gli elementi costitutivi del mezzo pittorico: il colore, il supporto, il materiale, il processo e lo spazio divennero i temi centrali. Una ricerca in aperta opposizione alle sperimentazioni precedenti e proprio per questo costretta a una riscoperta della critica e del mercato tardiva.

 


 

Res Publica
Web: www.respublicagalleriadartedemocratica.it
Email: info@respublicagalleriadartedemocratica.it
Tel/Fax: +39 011 / 45 93 335
Piazza della Repubblica 1/E – Venaria Reale (TO)



LATTUADA Studio domani con M’HORÓ A MILANO ( Vittorio Sgarbi, Antonio Falbo e performance)

M’HORÓ A MILANO

Lattuada Studio

Via dell’Annunciata, 31 – Milano

“FLAGS & IMAGINARY SKYSCRAPERS”

Domenica 5 febbraio 2017

Inaugurazione ore 17.00

A cura di Antonio Falbo e Vittorio Sgarbi

Sarà presente l’artista?

Ore 17.00 saggio critico di Vittorio Sgarbi

Ore 18.00 presentazione di Antonio Falbo

Ore 19.00 performance

Ancora senza volto e senza identità l’artista M’horó: maschio, femmina, nero, bianco, asiatico o eschimese? In ogni caso riesce ancora a far parlare di sé. È divenuto in breve tempo uno degli artisti più acclamati del momento. A contenderselo sono già gallerie italiane e straniere. L’unica certezza sono solo le date delle mostre in calendario. Il prossimo 5 febbraio 2017 alle ore 17,00, presso le sale espositive Arte Centro Lattuada in via dell’Annunciata 31 a Milano, Vittorio Sgarbi presenterà la personale di M’horó, “Flags & Imaginary Skyscrapers” con circa trenta lavori inediti selezionati per l’evento.

Le scelte coraggiose di artista si fondono sulla capacità e sulla determinazione di rifiutare la visione di un mondo preconfezionato. Occorrerebbe conoscere più da vicino M’horò per tentare di scoprire la sua più vera ed autentica personalità. Ed è proprio questo il dilemma. Chi è realmente l’artista? Sino ad oggi non si vuole far identificare. Egli delega il suo critico, Antonio Falbo curatore della mostra, a parlare al suo posto. “Prima di me deve esprimersi il mio lavoro; come accadeva nel passato, l’artista non firmava quasi mai le proprie opere, era compito del fruitore giudicare. Anche nei salons ufficiali francesi dell’Ottocento le opere venivano esposte senza firma, quindi selezionate da un’apposita giuria. Purtroppo oggi accade il contrario, non si giudica più la qualità ma l’apparenza…”.

Come è stato definito da Vittorio Sgarbi: “scultore dalla pittura e pittore dalla scultura; c’è un’unità di visione che propone una personalità molto riconoscibile ma non riconosciuta, senza carta d’identità, poiché le opere parlano da sole e non c’è bisogno che qualcuno parli per loro. Quando in un’opera si riconosce chiaramente lo stile, vuol dire che l’artista c’è! Le opere di M’horò sono coerenti (vale solo per alcuni grandi artisti), queste opere d’arte parlano per l’artista e non viceversa. Un grande artista che raggiunge una condizione importante viene riconosciuto senza il cognome ma solo con il suo nome: vedi Leonardo, Michelangelo, Raffaello, Caravaggio.”

Una personalità riflessiva quella di M’horò, quasi introversa, umile, disposta più ad ascoltare che a parlare, è uno spirito tormentato alla ricerca di qualcosa che sembra non trovare mai. Si potrebbero definire un divenire prorompente che si rivela in queste sue creature corrose dal tempo e dall’usura, un degrado soprattutto interiore che si alimenta giorno per giorno con gli stati d’animo fatti di pensieri, di corrosive visioni.

Il nostro sistema visivo è particolarmente attratto dalle sue opere, dalle forme e dal dinamismo che esse creano; l’alternanza dei pieni e dei vuoti generano, pertanto, la percezione del movimento illusorio, introducono alla fusione tra architettura e scultura con straordinarie torsioni e fantastiche evoluzioni strutturali che potrebbero simulare nuove vie e ispirazioni. M’horò esprime il legame inscindibile con le teorie Warburghiane, interpretato attraverso un articolato e colto percorso iconografico, che ci aiuta a comprendere il suo pensiero più che la realtà oggettiva.

 

Le sue “metamorfosi”, ottenute da materiali inutili, logorate dal tempo e dall’abbandono, sono una presenza netta, anche se tipica in ogni opera d’arte, come la vita biologica che sta al mutamento incessante della realtà oggettiva, intensa espressione di un’innegabile energia interiore.

È proprio nel suo modo di produrre intense forme mosse da interiore tensione dinamica, che a mio giudizio si scopre il suo genio. Non è solo compendio di un manuale tecnico derivato dall’esperienza di bottega, ma presenta riflessioni scientifiche innovative e inedite.

Egli progetta la sua trama artistica nell’infinito, imprimendo con immediatezza e forza i segni del modellato, senza alcun pentimento o esitazione.

Tali segni estrosi, decisamente istintivi, rivelano una tale sicurezza nella manipolazione dei metalli come fosse duttile argilla capace di provocare sgomento nell’osservatore abituale.

La tematica viene semplificata conferendo alle composizioni un aspetto vagamente simbolista.

In talune parti il modellato appare appena accennato, e questa è una particolarità che induce l’osservatore ad interloquire con se stesso, vuole coinvolgerlo in armoniose stilizzazioni con clamore e tanta curiosità, lasciando il posto a meditazioni piuttosto profonde.

“Abbozzare con fuoco ed eseguire con flemma”, teorizzava Winckelmann ai suoi discepoli. Se si potesse spiare l’artista mentre lavora, si riuscirebbe forse a spiegare il tormento del suo modellato carico di umanità. Egli conferisce forza all’invisibile, al non esprimibile nel senso enunciato da Paul Klee: “Il ruolo dell’arte non è quello di riprodurre il visibile. È quello di renderlo visibile”.

Le mani, plasmano la materia per raggiungere un unico stato d’animo, sintesi di tutti i precedenti. Poi si compie il passaggio dalla mente alla realizzazione che si compie nell’impiego di materiali industriali più impensabili, rigorosamente riciclati.

Sembra di entrare in una dimensione dove si evidenziano forme ed elementi che consentono all’artista di evocare, come in un’anamnesi, il mondo esistenziale, attraverso un susseguirsi di fluidi movimenti. Queste opere riportano alla memoria un aspetto un po’ dimenticato dell’arte e cioè il momento della creazione, del concepimento, ma con materiali metallici inconsueti. Non sono neppure fusioni a cera persa, sono piuttosto masse inconsuete di metalli teneri che si lasciano “accarezzare” e flettere. Si assiste attoniti al susseguirsi continuo di sapienti alternanze di pieni e di vuoti, in contrasti di masse chiaroscurali, dove domina la narrazione ma senza nessun tono retorico.

Per M’horò le regole non devono costituire mai una barriera rigida che imprigiona l’artista, ma possono e devono essere utilizzate per sgombrare pregiudizi e condizionamenti.


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